La giusta luce ad ogni stanza #2

Incredibile ma vero, mi trovo a scrivere la seconda puntata dedicata all’illuminazione domestica. Abbiamo già affrontato qui il tema della cucina, e come naturale seguito passerei ad esaminare la zona occupata dal tavolo da pranzo, indipendentemente che esso sia posizionato in cucina, in un open space insieme alla zona living o che sia nella cosiddetta “sala da pranzo”, anche se forse, ormai nelle abitazioni di nuova concezione quest’ultima non si usa più, ma si preferisce disporre di ambienti aperti e comunicanti dove cucinare, consumare i pasti e intrattenersi con gli ospiti.

Ph. Luc Roymans via KOVE

Il tavolo da pranzo è il vero centro della vita della famiglia (soprattutto qui in Italia!): attorno al tavolo ci si raduna per gustare un buon pasto mentre ci si racconta la giornata, si chiacchiera con le amiche davanti a una tazza di tea, sempre più spesso è il luogo dedicato al lavoro da casa, ai compiti dei pargoli o allo studio: è molto importante garantire una corretta illuminazione, ma è altrettanto facile lasciarsi catturare dalla bellezza dei materiali e dal design del corpo illuminante tanto da perdere di vista la funzionalità e l’adeguatezza dell’oggetto. Quali sono gli errori che più facilmente si commettono quando si illumina la sala da pranzo?

Sembrerà scontato, ma in questo ambiente è fondamentale che la luce sia di tipo puntuale, capace di illuminare a sufficienza il piano del tavolo. Approvate quindi lampade a sospensione o faretti posizionati direttamente sopra al tavolo, purché la tonalità della luce non venga alterata da diffusori colorati, falsando così la percezione dei piatti e l’incarnato dei commensali. Un’altra ovvietà, che purtroppo viene trascurata molto spesso anche nei locali pubblici, è quella di evitare di posizionare le sospensioni troppo basse, tanto da impedirci di vedere chi ci sta di fronte; una posizione scorretta può essere addirittura causa di un abbagliamento molesto, specialmente in presenza di bulbi nudi o paralumi in vetro.

Una volta scelto il design e dopo aver posizionato correttamente (!) l’oggetto, è fondamentale non sbagliare la scelta della lampada: se per la cucina abbiamo optato per la luce naturale, i danesi ci insegnano che per salvaguardare il fattore HYGGE per le nostre cene dobbiamo preferire la luce calda! Oltre a donare al cibo un aspetto più appetitoso, renderà più rilassati i visi dei commensali. Fortunatamente oggi in commercio esistono lampade con intensità e temperatura colore regolabili, gestibili tramite smartphone, per adattare la luce alle più svariate esigenze: tavolo di lavoro o cena romantica?

Detto questo, il resto è un mero esercizio di stile. La scelta della lampada “giusta” deve tenere conto dello stile in cui è arredata la stanza, i materiali e i colori presenti: a questo punto si può decidere di assecondare il mood già presente oppure andare – consapevolmente – ad inserire un elemento a contrasto, in grado di creare una rottura con gli altri elementi e capace di rendere il tavolo da pranzo il punto focale della stanza, soprattutto se si tratta di un open space dove gli ambienti sono fluidi e si vuole creare una separazione più marcata.

Le dimensioni della (o delle) lampade – contano: o meglio, è importante prendere in considerazione il rapporto dimensionale fra stanza / tavolo / lampada.  Anche qui, una volta acquisita consapevolezza è possibile stravolgere le regole e abbinare ad un tavolo di dimensioni contenute una lampada decisamente oversize: soprattutto se la stanza è piccola, un elemento “destabilizzante” come questo porta l’attenzione su di esso, facendo passare in secondo piano la scarsa ampiezza. Se l’altezza del locale lo permette, si può giocare usando sospensioni a livelli differenti (senza dimenticare di lasciare 70/90 cm di spazio tra la più bassa e il piano del tavolo, per le ragioni di cui sopra) creando suggestivi giochi tridimensionali.

Purtroppo nella realtà non sempre la struttura della stanza calza a pennello con i nostri desiderata, e pertanto può succedere (anzi succede quasi sempre) che il punto luce non sia esattamente dove abbiamo deciso di posizionare il nostro tavolo da pranzo. E allora? Niente paura. Usando uno o più decentratori sarà facile spostare la nostra lampada esattamente dove la vorremmo, ma ci sono altre alternative creative e superchic: si può usare una lampada da terra dotata di uno sbraccio  oppure lampade da parete posizionate in modo strategico.

Personalmente sono in fissa con i lampadari, quindi vi lascio con qualche immagine presa da Pinterest su cui potete sbavare anche voi: tranquilli, ce n’è per tutti i gusti: farmhouse, francese, industrial, vintage, moderno, shabby chic….

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