Terrazzo!

Nuovo capitolo della serie “a volte ritornano”… oggi vi parlo del Terrazzo!
Sì, proprio lui. Per anni e anni casalinghe, architetti e interior designer si sono dati un gran daffare a rimuovere millemila metri quadri di pavimentazioni (lavoro non certo semplice se si pensa allo spessore e al peso di suddetto materiale!!) e adesso, è terrazzo-mania.
Di cosa si tratta? In due parole, una tecnica antichissima (risalente forse agli egizi) diffusa su larga scala dagli anni 20 del novecento nella ricostruzione post-bellica e diventata un must nelle case degli anni 70. Si tratta di una pavimentazione che utilizza scaglie e scarti della lavorazione di vari tipi di pietra e marmo, agglomerati per mezzo di cemento o resine epossidiche. La posa avviene in due modi: esistono piastrelle prefinite, che si installano in modo tradizionale con una fuga che viene poi riempita con colore simile o a contrasto, oppure viene agglomerato direttamente in loco. Quest’ultimo metodo consente di avere superfici continue, e utilizzando degli inserti (in pietra o in metallo) è possibile creare disegni geometrici, accostamenti di colori e motivi anche molto complessi. 
Per anni è stato messo da parte e sostituito con pavimenti in gres, cotto, parquet o laminato. Spesso considerato brutto, antiquato, vecchio. In realtà, è un materiale resistentissimo, e una volta lucidato da uno specialista torna ad essere bellissimo, non importa quanti piedi vi abbiano camminato sopra. Certo, in alcune colorazioni risulta “importante” e bisogna fare attenzione ad abbinarlo, ma questa regola vale per tutto! E’ sufficiente riprendere un paio di colori chiari e abbinarli ad una tinta più decisa, scegliendola dalla palette che ci fornisce il pattern stesso. Sembra incredibile ma può diventare estremamente moderno, minimalista, decisamente più interessante del cemento o della resina. Si può giocare con le forme, magari accostando il terrazzo ad altri tipi di pavimenti per creare “tappeti” naturali, bellissimi a mio avviso nell’ingresso o sotto al tavolo da pranzo ad esempio.
Oggi le nuove tecniche di lavorazione consentono di inserire nell’agglomerato anche materiali come vetro, resine colorate, conchiglie, qualunque cosa può diventare parte del pattern, e il materiale può assumere potenzialmente qualunque forma. E, come spesso accade per tutti i trend, si è andati oltre. Il terrazzo è uscito dal pavimento ed è diventato rivestimento, piano di lavoro, lavandino, vasca da bagno.
Se pensate che sia troppo (e forse in effetti lo è davvero, e il rischio che ci venga a noia è moooolto alto!) potete sbizzarrirvi con carte da parati, tappeti, tessili, cancelleria, elementi decorativi, lampade….
Io non so se nell’ambito di una ristrutturazione totale o una nuova costruzione opterei per un nuovo pavimento in terrazzo; sicuramente però, ne avessi uno per le mani, mi guarderei bene dal rimuoverlo, ma cercherei in tutti i modi di valorizzarlo con gli arredi, e credo lo accosterei ad altri materiali più moderni come la resina o il microcemento.
Voi cosa ne pensate?

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